Giovedì 22 Ottobre 2020 : Apocalisse 1,10.2,18-29.


Testi Sacri
Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva:
All'angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi: Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente.
Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime.
Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli.
Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza.
Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato.
Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere.
A voi di Tiàtira invece che non seguite questa dottrina, che non avete conosciuto le profondità di satana - come le chiamano - non imporrò altri pesi;
ma quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno.
Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni;
le pascolerà con bastone di ferro e le frantumerà come vasi di terracotta,
con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino.
Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

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