Giovedì 7 Ottobre 2021 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 20,41-44.

Chiesa di Milano


http://www.ispeech.org
Egli poi disse loro: «Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide,
se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi?
Davide dunque lo chiama Signore; perciò come può essere suo figlio?».

Giovedì 7 Ottobre 2021 : Salmi 112(111),1-5.7-9.

Chiesa di Milano


Testi Sacri
Beato l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Onore e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, finché trionferà dei suoi nemici.
Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.

Giovedì 7 Ottobre 2021 : Lettera di san Paolo apostolo a Filemone 1,8-25.

Chiesa di Milano


Prodotti dei Monasteri
Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di comandarti ciò che devi fare,
preferisco pregarti in nome della carità, così qual io sono, Paolo, vecchio, e ora anche prigioniero per Cristo Gesù;
ti prego dunque per il mio figlio, che ho generato in catene,
Onesimo, quello che un giorno ti fu inutile, ma ora è utile a te e a me.
Te l'ho rimandato, lui, il mio cuore.
Avrei voluto trattenerlo presso di me perché mi servisse in vece tua nelle catene che porto per il vangelo.
Ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere, perché il bene che farai non sapesse di costrizione, ma fosse spontaneo.
Forse per questo è stato separato da te per un momento perché tu lo riavessi per sempre;
non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come un fratello carissimo in primo luogo a me, ma quanto più a te, sia come uomo, sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri come amico, accoglilo come me stesso.
E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto.
Lo scrivo di mio pugno, io, Paolo: pagherò io stesso. Per non dirti che anche tu mi sei debitore e proprio di te stesso!
Sì, fratello! Che io possa ottenere da te questo favore nel Signore; dà questo sollievo al mio cuore in Cristo!
Ti scrivo fiducioso nella tua docilità, sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo.
Al tempo stesso preparami un alloggio, perché spero, grazie alle vostre preghiere, di esservi restituito.
Ti saluta Epafra, mio compagno di prigionia per Cristo Gesù,
con Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori.
La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.