Giovedì 2 Aprile 2020 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 7,43-53.

Chiesa di Milano


Rosari
E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso.
Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?».
Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!».
Ma i farisei replicarono loro: «Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?
Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?
Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».
Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».
E tornarono ciascuno a casa sua.

Giovedì 2 Aprile 2020 : Libro de Proverbi 31,1.10-15.26-31.

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Icone Sacre
Parole di Lemuèl, re di Massa, che sua madre gli insegnò.
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Ella è simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste.
Si alza quando ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche.
Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà.
Sorveglia l'andamento della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia.
I suoi figli sorgono a proclamarla beata e suo marito a farne l'elogio:
Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!.
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.

Giovedì 2 Aprile 2020 : Salmi 119(118),145-152.

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Arte Sacra
T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l'aurora e grido aiuto, spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze che hai stabilite per sempre.

Giovedì 2 Aprile 2020 : Libro della Genesi 50,16-26.

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Accessori per la Liturgia
Allora mandarono a dire a Giuseppe: "Tuo padre prima di morire ha dato quest'ordine:
Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male! Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!". Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: "Eccoci tuoi schiavi!".
Ma Giuseppe disse loro: "Non temete. Sono io forse al posto di Dio?
Se voi avevate pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso.
Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini". Così li consolò e fece loro coraggio.
Ora Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; Giuseppe visse centodieci anni.
Così Giuseppe vide i figli di Efraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe.
Poi Giuseppe disse ai fratelli: "Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questo paese verso il paese ch'egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe".
Giuseppe fece giurare ai figli di Israele così: "Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa".
Poi Giuseppe morì all'età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto.